Bonus Ricerca e Sviluppo: le novità del 2019
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Bonus Ricerca e Sviluppo: le novità del 2019

del 06/06/2019

Anche nel 2019 torna il Bonus Ricerca e Sviluppo, agevolazione fiscale introdotta dal Decreto Destinazione Italia ( e successivamente modificato dalla Legge di Stabilità) per favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo finalizzati all’innovazione da parte delle PMI.

Quest’anno però sono previste tantissime novità.

Prima di svelarvi le principali, vediamo cos’è e come funziona il Bonus Ricerca e Sviluppo e in cosa consiste esattamente la misura sotto forma di credito d’imposta.

Come funziona il Bonus Ricerca e Sviluppo 2019?

Il bonus ricerca e sviluppo 2019 consiste nella possibilità per le imprese che effettuano investimenti in attività di sviluppo e ricerca dagli anni 2017 al 2020 di ottenere un’agevolazione fiscale sotto forma di credito d’imposta.

Il bonus spetta a tutte le imprese indipendentemente dalla dimensione, dalla natura giuridica e dal settore economico in cui operano.

Grazie alle Legge di Bilancio 2017, il bonus spetta ora anche alle imprese residenti all’estero ma con sede operativa in Italia.

Quali sono le novità più interessanti?

Una prima e importante novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 è quella che prevede 2 differenti aliquote del credito d’imposta in base alla tipologia delle spese ammissibili.

In pratica, la misura dell’agevolazione passa dal 50% al 25% delle spese sostenute, salvo specifiche ipotesi:

  • contratti stipulati con università, enti di ricerca, start-up e Pmi innovative
  • spese per il personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo (compresi anche i dipendenti subordinati, anche a tempo determinato)

Tutte le restanti spese ammissibili in ricerca e sviluppo possono essere portate in detrazione soltanto per il 25% del loro ammontare.

Inoltre, l’importo massimo dell’agevolazione scende da 20 a 10 milioni di euro.

Altra novità di quest’anno è l’esclusione dei costi sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei beni immateriali derivanti da contratti tra imprese infragruppo.

La manovra in approvazione prevede inoltre che:

Le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a realizzare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di ricerca e sviluppo svolte in ciascun periodo d’imposta.

E nel caso in cui le attività di ricerca siano commissionate a soggetti terzi:

La relazione deve essere rilasciata all’impresa da chi esegue le attività di ricerca e sviluppo.

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